
grazie a Tommaso, che è sempre un piacere leggerti, e allora già che ci sono pubblicizzo anche il tuo libro... ops! ma è anche del Dot!! ;))
e lo dedico a me, al mio mondo, come fanno tutti. Niente di speciale, un altro "perchè no" (ma "anche no"). Dedicato a mia figlia, il mio cuore. Dentro, alcuni pezzetti della mia vita, perchè possa vederli e sentirli così come sono, intera. Perchè mi voglio bene, e basta poco. Perchè apro una porta, e non la chiudo più. Perchè sì.

Mia madre diceva che il dolore è necessario per crescere.
Non so se sia così.
Quello che so è che non è evitabile.
Perciò, dato che non è possibile eludere la sofferenza, bisogna imparare a fare in modo che non ti uccida. [...]
Se sei capace di soffrire sei anche capace di essere felice, e con la stessa intensità. Non puoi innamorarti se non sei in grado di provare sentimenti. Ma i sentimenti possono ferirti e renderti vulnerabile, e questo fa parte del gioco. Non c'è niente di male nel gioco, come non c'è niente di male nei sogni e nel tentativo di trasformarli in realtà.

